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Storia della viticoltura e vitigni umbri

I primi cenni storici riguardanti la viticoltura ci derivano da Plinio il Vecchio e dalla sua opera enciclopedica, «Naturalis Historia», ma numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano come gli Etruschi, che abitavano le terre a sinistra del Tevere, fossero dediti alla viticoltura ben prima dell'arrivo dei Romani. Questi ultimi apprezzarono i vini dell' Umbria, prevalentemente bianchi, ma anche rossi e rosati, che si ottenevano dai vigneti in coltura promiscua dove la vite veniva allevata con il sostegno di un albero (in genere acero campestre, olmo o pioppo), ed i tralci cadevano liberamente verso il suolo.
Se gli etruschi sono stati i primi a coltivare la vite in Umbria e gli antichi Romani hanno dato forte impulso all'enologia locale, è la Chiesa di Roma quella che sicuramente, nel corso dei secoli, più ha apprezzato il vino di questa regione: non a caso, fin dal medioevo, il vino di Orvieto era conosciuto come il "vino dei papi". Nel Medioevo anche il Sagrantino di Montefalco si fece ampiamente conoscere e apprezzare per la sua morbida e fruttata robustezza e a Montefalco, dei terreni messi a vigna da almeno un migliaio di anni sono ancor oggi produttivi.

Terra ricca di storia e di testimonianze artistiche, oggigiorno l'Umbria, pur disponendo di una superficie coltivata a vite assai limitata, grazie al clima ed al terreno particolarmente favorevoli, occupa un ruolo di primo piano per quanto riguarda la qualità della produzione.
La regione dispone di un ricco patrimonio di vitigni autoctoni, bianchi e rossi. Negli ultimi anni, è stato compiuto un lavoro costante di selezione dei cloni delle varietà tradizionali, che ha l'obiettivo di isolare quelli qualitativamente più interessanti.

Fra le varietà a bacca bianca più diffuse troviamo:


Grechetto
Vitigno autoctono caratterizzato da grappoli piccoli e compatti, da vini bianchi fruttati, ricchi di acidità e dalla personalità spiccata. Diffuso principalmente nella zona di Todi, grazie alle sue buone caratteristiche è in costante espansione nel resto del territorio regionale.

Verdello
Il Verdello è una varietà piuttosto produttiva e rientra nella composizione di numerose DOC, dall'Orvieto al Torgiano, al Colli del Trasimeno. A questi vini apporta grado alcolico e notevole acidità.

Drupeggio
E' uno dei vitigni migliorativi dell'uvaggio dell'Orvieto. E' di bassa produttività ma apporta al vino le sue peculiari caratteristiche qualitative.

Procanico
Taluni lo considerano un clone del Trebbiano, anche se questo si discosta leggermente. Dà infatti un vino più ricco di estratti, più longevo e con un tocco di classe in più. E' meno produttivo del Trebbiano tradizionale e da qualche tempo, i produttori di Orvieto più votati alla qualità ne stanno sperimentando, con ottimi risultati, alcuni cloni selezionati.

Trebbiano
L'uva bianca più coltivata in Italia e nel mondo anche in Umbria occupa un ruolo di rilievo. Quest'uva rientra nella composizione di quasi tutti i vini bianchi della regione. In Umbria troviamo il Trebbiano Perugino e lo Spoletino, con un carattere più marcato.

Malvasia
La Malvasia trova nelle dolci colline dell'Umbria un eccellente habitat, soprattutto nella zona di Amelia, dove nella DOC Colli Amerini viene vinificata in purezza. Rientra in piccole percentuali anche in altri banchi della regione. Dà un vino fresco e delicato, fruttato con una leggera nota aromatica.

Altri vitigni bianchi raccomandati o autorizzati nella regione sono Chardonnay, Garganega, Malvasia di Candia e del Chianti, Moscato Pecorina, Pinot bianco, Pinot grigio, Riesling Italico, Tocai, Verdicchio.


I principali vitigni a bacca rossa sono:


Sagrantino
Vitigno autoctono che, a Montefalco, produce uno dei rossi italiani più interessanti; è un vino di grande stoffa nelle versioni Passito e Secco, tanto che è entrato nell'albo dei a Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

Sangiovese
Il Sangiovese è l'uva rossa più diffusa dell'Italia Centrale; entra nella composizione di quasi tutti i rossi DOC della regione ed è vinificato in purezza nella denominazione Colli Martini.

Ciliegiolo
Gli umbri amano moltissimo quest'uva, che da un vino leggero e fruttato, dai profumi vinosi, con una netta nota di marasca, da cui il nome. Rientra nella composizione di alcune DOC ma è diffusissimo come vino da tavola, vinificato in purezza. Poco tannico, è gradevole bevuto fresco anche con i piatti di pesce di lago della cucina locale.
Altri vitigni rossi raccomandati o autorizzati nella regione sono Aleatico (che dà apprezzati vini rossi da dessert), Gamay, spesso vinificato in purezza, Barbera, Cabernet Sauvignon e Franc, Canaiolo nero, Cesanese comune, Colorino, Dolcetto, Merlot, Montepulciano, Pinot nero, e la Vernaccia Nera