Situato nell'ex convento San Giovanni "Il Palazzo del Gusto" è un'istituzione  per la valorizzazione e la promozione dell'enogastronomia e dei prodotti tipici dell'agroalimentare

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San Venanzo

Natura da vivere


La cittadina, di origine medioevale, sorge sulle pendici del Monte Peglia. Il suo nome deriva da Venanzio o Venanzo, soldato romano le cui reliquie sono custodite e venerate nella cattedrale di Camerino.
Secondo una leggenda il giovane, transitando a cavallo per l'Umbria e fermatosi sulle pendici del Monte Peglia, non trovando di che dissetare sé e la sua bestia, fece scaturire una polla d'acqua dalla viva roccia con la punta della spada..

Il Museo Vulcanologico di San Venanzo
In questa zona, 265.000 anni fa, era attivo uno dei tre vulcani "bonsai" identificati da studi recenti e che hanno permesso di sviluppare anche il filone del turismo scientifico con l'apertura del Museo Vulcanologico, ospitato nelle vicinanze di Villa Faina, edificio storico
nel cuore del capoluogo. Il centro visite (Museo Vulcanologico) fornisce tutte le informazioni necessarie alla visita dei vulcani

Il Parco Vulcanologico
Perla del Museo è la "venanzite", una roccia vulcanica unica al mondo nel suo genere per caratteristiche e composizione, che può essere visualizzata in loco in un'antica cava che è anche il fulcro del Parco vulcanologico. Quest'ultimo si snoda attraverso un sentiero
naturalistico di circa 2 Km che permette di ricostruire le morfologie dei tre antichi vulcani, di toccare con mano i prodotti dell'attività lavica.
È un vero e proprio Museo all'aria aperta

Il Cuore Verde dell'Umbria
E' il patrimonio ambientale la risorsa più preziosa per rilanciare un territorio pieno di fascino e coperto da boschi per il 60 per cento. I colori e la quiete di una natura accogliente si offrono a chi pratica il turismo rurale, settore in forte espansione per la presenza
di una qualificata rete agrituristica a gestione familiare che si è sviluppata grazie al recupero di antichi casolari contadini.
Le frazioni di San Venanzo conservano integro il fascino della storia: Rotecastello, una fortificazione circolare che riecheggia atmosfere del XII secolo; San Vito in Monte, luogo di culto per la Madonna dell'Olivo; Pornello, a sorvegliare la strada che conduce a Città della
Pieve; Ripalvella, con la sua torre poligonale; Poggio Aquilone, una terrazza sulla valle del torrente Fersinone, e in un salto dello sguardo si arriva a Civitella dei Conti; Collelungo, con le sue pietre squadrate e i suoi affreschi medievali, tra cui la Madonna della Luce;
Ospedaletto, area di richiamo turistico per le sue pinete ed infine San Marino, ultimo avamposto sul versante orvietano.

DA VEDERE
Zona Archeologica "Poggio delle Civitelle"
Parco Naturalistico dell'Elmo
Parco dei Sette Frati
Centro Educazione Ambientale Sette Frati
La "Buca del Diavolo" (resti paleolitici)
Breccia Ossifera del Villafranchiano
Santuario della Madonna della Luce

DA GUSTARE
La "Sella di San Venanzo"
I prodoti della norcineria tipica
I prodotti del sottobosco e le castagne
I prodotti agricoli biologici
I piatti di selvaggina

LA FONTE MIRACOLOSA
A San Vito in Monte si trova un'acqua curativa capace di "prodigi".
Ad essa fece ricorso anche LeoneXIII e le virtù della fonte "la Madonnuccia" (questo il suo nome) furono decantate nell'Ottocento dal Chimico G Texeira