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San Gemini
Situato nella parte meridionale dell'Umbria, San Gemini sorge su una piccola collina lungo l'antico tracciato della Via Flaminia.Città ricca di storia, deve molta della sua notorietà per la presenza di una sorgente di acqua minerale, sfruttata fin dal 1889, e famosa per le sue proprietà curative derivanti dall'habitat naturale ed incontaminato dei Monti Martani.
STORIA
Territorio abitato in età romana, come testimoniano i numerosi reperti archeologici della zona e come è logico dedurre dalla vicinanza con la via Flaminia. L'originario borgo preromano, denominato Casventum in epoca romana, assunse il nome di San Gemini nel IX secolo, quando un monaco di nome Gemine, proveniente dalla Siria, vi cominciò a predicare, istruendo e beneficando a tal punto da far designare la cittadina come la città di "Santo Gemine". Le notizie storiche narrano di una devastazione dei Saraceni nell'882 e di un'alternanza di dominazioni tra la città di Narni e la Chiesa. Quando il territorio divenne definitivamente parte dello Stato Pontificio (XVI secolo), Sangemini divenne feudo di varie famiglie (Orsini, Bracciano, Santacroce) fino all'Unità d'Italia (1860)
ARTE, CULTURA, AMBIENTE
Con un centro storico la cui architettura di base è tipicamente medioevale, la città offre monumenti artistici e religiosi di rilievo, come la chiesa di San Francesco, costruita attorno al 1200, di architettura gotica con unica navata, testimonia il culto francescano a San Gemini, la chiesa di San Stefano, attorno alla quale si è formato il primo nucleo abitato, la chiesetta Priorale di S.Carlo, il palazzo del Capitano del Popolo, conosciuto anche come Palazzo del Popolo o Palazzo Vecchio, a ridosso del quale sorge la Torre Esperia, realizzata nel 1318 da Maestro Matteo d'Orvieto: la torre presenta la campana delle adunanze.
Interessanti anche la chiesa di San Gemine (Duomo), del XII secolo, che conserva le reliquie del santo, l'abbazia di San Nicolò (XI secolo), il cui portale, venduto ad un antiquario negli anni '30, si trova oggi al Metropolitan Museum di New York.
Da visitare il museo di scienze della terra Geolab, interessante museo interattivo realizzato con la finalità di promuovere conoscenze sulle scienze della Terra, ed il museo dell'Opera di Guido Calori, che propone la collezione delle opere pittoriche e scultoree di Guido Calori, oltre all'archivio, i disegni, i bozzetti e gli strumenti di lavoro che erano conservate nei suoi studi romani.
Notevole, tra Terni e San Gemini, l'area archeologica di Carsulae, antico municipio romano sorto lungo il tracciato della via Flaminia: gli scavi e le ricerche hanno permesso di riportare alla luce una buona parte della zona del Foro, con i resti della basilica e di due templi gemelli, il Teatro e l'Anfiteatro ed il bellissimo arco di San Damiano, oltre il quale si trovano dei monumenti sepolcrali molto interessanti. A fianco del Foro è stata costruita, con i materiali archeologici reperiti nella zona, la bella chiesa medioevale di San Damiano.
Carsulae situata su un pianoro appena ondulato ai piedi dei Monti Martani , fu un centro ricco e politicamente attivo, con un'intensa attività economica favorita dalla vicinanza della via consolare e dalla fertile pianura circostante, i cui prodotti venivano ampiamente commercializzati. In età augustea (I secolo a.C.), contestualmente alla ristrutturazione della Flaminia (27 a.C.), ricevette il suo definitivo assetto urbanistico e, assegnata alla tribù Clustumina, ottenne la costituzione municipale.
Municipio romano di notevole rilievo sia per la collocazione strategica lungo il tracciato originario della via Flaminia, che per la vicinanza alle fonti delle acque minerali note sin dall'antichità, Carsulae merita senz'altro una visita anche per la bellezza del paesaggio in cui è immerso, per la presenza di un Centro Visita e Documentazione che agevola la lettura dei monumenti e ne conserva i manufatti, e per la stretta vicinanza ad altri centri importanti, mete lungo piacevoli itinerari con valenza culturale ma anche naturalistico ambientale.
L'attività di scavo ha riportato in luce alcuni dei maggiori edifici pubblici, in particolare il foro e gli edifici di spettacolo, tutti sistemati lungo la Flaminia in modo organico e monumentale secondo un progetto unitario. Nel centro urbano la via costituiva il cardo maximus, lastricato con basoli di pietra calcarea e munito di marciapiedi e canalette per lo scolo delle acque. Nel settore occidentale si apriva il foro, la piazza pubblica separata dalla via mediante due archi quadrifronti con funzione di ingresso al piazzale. Sul lato meridionale si affacciano i templi gemelli eretti su un alto podio rivestito da lastre marmoree policrome, alla base dei quali si aprivano ambienti absidati sedi di botteghe, mentre sull'opposto lato settentrionale del foro erano situati gli edifici forse sedi del senato cittadino (curia): da qui provengono alcuni frammenti di statue onorarie, tra cui una testa-ritratto dell'imperatore Claudio, attualmente esposta al Centro Visita. Per mancanza di spazio la basilica - sede delle principali funzioni giuridiche ed economiche - fu costruita fuori dall'area forense, sul lato opposto della via Flaminia. Poco più a monte si trova la piccola chiesa dei Santi Cosma e Damiano, un'importante testimonianza della presenza cristiana in quest'area dopo l'abbandono della città, costruita nell'XI secolo con un reimpiego massiccio di materiale edilizio di età romana. Alle spalle della basilica si concentra il quartiere degli spettacoli, con il teatro (I secolo a.C.) e l'anfiteatro (seconda metà del I secolod.C.), le cui dimensioni eccezionali in rapporto alla grandezza della città dovevano servire ad accogliere sia abitanti limitrofi che viaggiatori. All'estremità settentrionale dell'abitato, segna l'uscita dalla città della via Flaminia l'arco di San Damiano, di cui resta attualmente solo il fornice centrale (con luce di 5 m), coevo al programma di monumentalizzazione dell'area attuato in epoca augustea. Poco oltre sono visibili i monumenti funerari, due affiancati sul margine occidentale della strada, un altro a breve distanza e di proporzioni notevolmente maggiori è di tipo a tamburo. L'edificio risale all'epoca augustea ed è attribuito alla gens Furia, come documenta un'epigrafe ora a palazzo Cesi di Acquasparta. L'intera area era dotata di cisterne per l'approvigionamento idrico; all'estremità occidentale del sito si trova la cisterna ora inglobata in un casale medievale adibito ad Antiquarium che conserva frammenti di sculture ed elementi architettonici della città
DA VISITARE
Chiesa di San Gemine
Abbazia di San Nicolò
Carsulae
EVENTI E MANIFESTAZIONI
Concorso teatrale "Teatro in musica" (aprile)
Antichi Sapori (fine maggio)
Infiorata del Corpus Domini
San Gemini World Music Festival (luglio)
Campus delle Arti e dei Saperi (luglio-settembre)
Giostra dell'Arme (ultimo sabato di settembre-seconda domenica di ottobre)
Festa del patrono San Gemini (9 ottobre)
Festa della Madonna di San Carlo (ottobre)
Concorso Nazionale Pianistico Città di San Gemini (fine ottobre)
Corsa podistica San Gemini - Carsulae (ottobre)
Giostra dell'Arme Ogni anno, nel periodo che va dall' ultima domenica di settembre per due settimane, San Gemini festeggia il suo Santo patrono con una serie di interessanti manifestazioni storico folkloristiche.
Principali protagonisti di questi eventi sono i due rioni, la "Rocca" e la "Piazza", che dividono il paese in una giocosa dimensione competitiva, viva da secoli, che li vede rivali a combattere nell'ambito di suggestive cerimonie: cortei che portano in mostra gli splendidi costumi del '400, compiono il giro dell' intero centro per dare modo agli Araldi di leggere i "bandi" satireggianti fatti e persone del rione avverso. E ancora, rievocazioni di avvenimenti storici della cittadina, o spettacoli d'arte varia, sempre ambientati in epoca medioevale, rivivono a suscitare l'entusiasmo popolare. In tutto questo periodo il paese diventa una sublimazione d'armonia cromatica grazie al gioco di stendardi e bandiere che rappresentano i colori dei due rioni. Per l'occasione si inaugurano mostre artigianali, di pittura e di prodotti tipici umbri, senza contare il "colore" portato dalla riapertura delle caratteristiche "tabernae" rionali, che coinvolgono nell'aria di festa la gente del luogo ed i turisti. L'apice delle manifestazioni viene raggiunto il 9 ottobre con il festeggiamento del Santo Gemine.
Un corteo storico di circa 150 personaggi in costume, rievocando il cerimoniale in uso nel XV secolo, si snoda per le vie del paese fino a raggiungere la Cattedrale dove, nel corso delle funzioni religiose, hanno luogo le rituali offerte al patrono di San Gemini. A conclusione della giornata, la tradizionale processione religiosa aperta dal corteo storico. La domenica successiva, sono di nuovo in scena i rioni, che con due distinti cortei fanno il loro ingresso solenne nel "Campo della Giostra", per poi offrire al folto pubblico presente esibizioni e spettacoli vari. Dopo di ciò, le peripezie degli sbandieratori del gruppo "Casventum" di San Gemini. Dulcis in fundo, al termine delle esibizioni rionali, ha luogo la disputa del Palio della "Giostra dell'Arme", torneo equestre a squadre, in cui la prova più spettacolare è rappresentata dal lancio, al galoppo, di un' asta scagliata contro un bersaglio a forma di stemma gentilizio.
DA GUSTARE
Oggi come già in epoca romana, San Gemini è famosa per le curative acque minerali.
Vino ed olio extra vergine di oliva, e ancora i norcini che lavorano sapientemente la carne con metodi tradizionali e i fornai, i quali, oltre al pane salato, fanno nascere con le loro mani, pizze di formaggio e focacce salate ed i pasticceri che rinnovano con le loro specialità le vecchie tradizioni come quella del pampepato
Il piatto del borgo
I picchiarelli alla sangeminese, con sugo piccante. I picchiarelli sono una pasta tirata a mano e della grandezza di una cordicella.