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Orvieto
Costruita sulla sommità di scoscese rocce di tufo a 350 s.l.m, Orvieto è città maestosa e affascinante. In poco più di un chilometro di lunghezza e ottocento metri di larghezza, si dipana una ricca e affascinante storia che va dagli etruschi ai giorni nostri. Le tracce delle epoca passate sono ben visibili nel palinsesto di stili e architetture: si passa dai cunicoli e templi etruschi ai palazzi medievali, dall'imponente Duomo all'altissima Torre del Moro. Negli anni recenti una ragionata opera di restauro ha consentito di recuperare importanti edifici oggi destinati al turismo congressuale e ai grandi eventi: il Palazzo del Capitano del Popolo, il Teatro "L.Mancinelli", il Palazzo dei Sette, il Chiostro di S.Giovanni.
Orvieto fa parte dell'associazione "Cittaslow" , un organizzazione che riunisce molte città sotto l'insegna del vivere "slow" e che si caratterizza per mezzo di un'urbanistica a misura d'uomo, un ricco tessuto civile e culturale, una forte tutela delle tradizioni enogastronomiche.
La Storia
Adagiata su di una piattaforma tufacea e basaltica, Orvieto racconta una storia antica e suggestiva. Fu abitata sin dall'età del bronzo e del ferro e in seguito divenne un 'importante città etrusca. A quel tempo il suo nome era Velzna (ma per altri Volsinii Veteres). Nelle sue vicinanze doveva sorgere un famoso santuario etrusco: il Fanum Voltumnae, meta degli abitanti dell'Etruria che ogni anno vi giungevano per svolgervi riti religiosi, giochi e manifestazioni politiche.
Allo splendore etrusco (testimoniato dalle straordinarie tombe e dalle opere d'arte conservate nei musei cittadini) il cui culmine può essere collocato tra il VI e il IV secolo a.C., seguì un periodo di decadenza e d'esilio. Infatti, nel 264 s.C. i romani annientarono la città e costrinsero i suoi abitanti a rifugiarsi nell'attuale Bolsena (chiamata Volsinii Novi): nella gloriosa città etrusca regnavano null'altro che abbandono e rovine. Orvieto fu così consegnata, per alcuni secoli all'oblio della storia.
Dopo le invasioni barbariche (venne conquistata dai Goti e dai Longobardi) la città tornò ad occupare una rilevanza strategica perché posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina.
Nel medioevo si impose l'attuale assetto urbanistico: vennero costruiti palazzi, torri e chiese.
Nel 1175 il papa Adriano IV riconobbe l'autonomia della città e Orvieto divenne libero Comune. Spesso in guerra con Siena, Viterbo, Todi e Perugia, Orvieto raggiunse, intorno al 1300, la massima potenza riuscendo ad appropriarsi di Orbetello e Talamone sul Mar Tirreno.
Nel 1290 iniziarono i lavoro di edificazione del Duomo. Tra il XIII e il XIV secolo la popolazione superò addirittura quella di Roma: 30.000 abitanti. Il potere del libero Comune era però minato da una guerra intestina tra una parte guelfa (i Monaldeschi) e ghibellina (Filippeschi): i conflitti indebolirono il potere politico e militare e quando il cardinale Egidio Albornoz nel 1364 fece propria la città, non incontrò che una scarsa resistenza.
Successivamente Orvieto venne assoggettata a diverse signorie e ritorno sottò il dominio del papato nel 1450 divenendone una delle province più importanti, meta preferita di papi e cardinali.
Nei secoli XVII-XVIII la storia della città non ebbe una particolare rilevanza e, dopo essere stata elevata a sede di Delegazione Apostolica (1831) nel 1860 fu annessa al Regno d'ltalia.
Il Duomo
Secondo la tradizione (oggi ridimensionata anche da pronunciamenti papali), il Duomo fu costruito come luogo adeguato per conservare la reliquia del corporale, il lino sacro su cui rimase impresso il sangue stillato quando un sacerdote boemo, incredulo riguardo alla Transustaziazione, spezzò l'ostia durante la messa nella vicina Bolsena.
I lavori iniziarono sotto il pontificato di Nicola IV nel 1290 e la prima messa vi fu celebrata il 15 agosto 1297 da Bonifacio VII.
Il primo costruttore di cui si hanno notizie è il benedettino Fra Bevignate; edificò le tre navate fino alla crociera. Sotto Giovanni Uguccione, venne completata la crociera e l'abside.
Nel 1305, l'architetto Lorenzo Maitani rafforzò con quattro archi rampanti i lati della crociera e con due l'abside, in seguito assumendo la direzione dei lavori, ideò e modificò la facciata a tre cuspidi e proseguì la costruzione del tetto. All'interno l'impronta dell'artista rimane visibile nella tribuna, collocata sopra le ali dei contrafforti orientali, la cui costruzione fu terminata dopo la sua morte avvenuta nel 1330.
Sui muri delle navate laterali si aprono dieci cappelle con volta a mezza cupola. Il pavimento del Duomo è in marmo rosso di Prodo, ( paese nelle vicinanze di Orvieto) , fu iniziato nel 1347 per essere poi completato fra il 1383 ed il 1388. Il fonte battesimale, in fondo alla navata laterale sinistra, sotto il primo arco, fu disegnato ed iniziato da Luca di Giovanni nel 1390 e nel 1406 il senese Sano di Matteo completò l'opera aggiungendo una vasca monolitica in marmo rosso, poggiante su otto leoni, il tempietto.
Di faccia al fonte battesimale, sulla parete di sinistra, si può notare la stupenda Maestà, opera di Gentile da Fabriano (1425). La navata centrale culmina con uno stupendo finestrone gotico, alto 16.30 metri e largo 4.55 metri, iniziato da Giovanni Bonino di Assisi (1325), poi terminato da Nicola di Nuti nel 1334, la cui vetrata si compone di quarantotto riquadri riproducenti le storie della Vergine e di Gesù, figure di Santi, dei Dottori e degli Evangelisti.
Le pareti dell'abside presentano affreschi di scuola orvietana eseguiti da Ugolino del Prete Ilario e Pietro di Puccio fra il 1370 ed il 1380. Furono restaurati nel 1491 da Giacomo di Bologna e poi dal Pinturicchio e Antonio da Viterbo detto Pastura. Tali affreschi, in parte perduti, rappresentano nella volta la "Gloria di Maria" e nelle pareti la "vita di Maria".
L'abside è divisa dal transetto da una grandiosa gradinata in travertino sormontata da una balaustra in marmo rosso scuro, opera di Ippolito Scalza al quale si deve pure la Pietà, gruppo di quattro figure altamente espressive, scolpite in un unico blocco marmoreo. La bella e monumentale architettura dell'organo, situato sopra la porta della Cappella del Corporale, dipinto poi da Cesare Nebbia e la statua a destra della balaustra rappresentante l'Ecce Homo del 1608, ultima opera dello Scalza.
Da notare sono anche il Cristo alla colonna, dalla parte sinistra della balaustra, di Gabriele Mercanti (1627), il Cristi nell'edicola a sinistra della cancellata del Corporale e la Madonna in quella a destra di Montelupo ed infine Adamo ed Eva nella parete opposta alla crociera rispettivamente di Toti e di Montelupo.
I tre portali sulla facciata sono di grande effetto. Quelli laterali terminano ad ogiva, mentre quello centrale a tutto tondo; la strombatura ha una stupenda decorazione che vede alternarsi una serie di colonnine con fascioni decorativi. Nel 1970 furono sostituite le antiche porte lignee con quelle bronzee realizzate da Emilio Greco. Nella porta centrale, suddivisa in sei pannelli, sono raffigurate le sette opere della Misericordia: da sinistra e dall'alto troviamo: "Dar da bere agli assetati e da mangiare agli affamati, Vestire gli ignudi, Alloggiare i pellegrini, Seppellire i morti, Visitare i carcerati, Visitare gli infermi". Le porte laterali sono caratterizzate dalla presenza di due angeli molto grandi che sostituiscono i battenti.
Cappella del SS.Corporale
Costruita per custodire la reliquia del miracolo di Bolsena intorno al 1350 nel periodo in cui era capomastro Andrea Pisano. La Cappella del SS. Corporale fu costruita a metà del secolo XIV nel braccio sinistro del transetto. Ha una pianta irregolare perché condizionata dai lavori di consolidamento del Duomo. La cappella è quasi interamente affrescata con i fatti del Miracolo di Bolsena e del Sacramento dell'Eucarestia e lo stile che vi domina risulta sicuramente influenzato dalla scuola senese. La decorazione delle pareti e delle volte fu eseguita da pittori quali Ugolino di Prete Ilario, Domenico di Meo, frate Giovanni di Buccio Leonardelli ed altri fra il 1357 e il 1363. All'interno della Cappella è conservato il Reliquiario dove si conservava il SS.Corporale, stupendo monumento di oreficeria medioevale. Fu eseguito fra il 1337-1338 da Ugolino di Vieri su commissione del vescovo Beltramo Monaldeschi; è d'argento, smaltato e bulinato, ha la forma della facciata del Duomo.
Sulla parte alta della parete d'ingresso si ammira l'organo disegnato da Ippolito Scalza e da Cesare Nebbia nel 1584.
Cappella Nuova o della Madonna di San Brizio
La Cappella venne chiamata inizialmente cappella Nuova perché posteriore alla realizzazione di quella del Corporale, ma questo appellativo venne cambiato quando in essa venne trasferita l'immagine della Madonna detta appunto di San Brizio. Insieme a quella del corporale è l'opera più ammirata e famosa del Duomo di Orvieto grazie alla presenza dello splendido ciclo degli affreschi del Signorelli. Fu costruita tra il 1408 e il 1444 su delibera dei Soprastanti dell'Opera del Duomo. La cappella si apre sul braccio destro del transetto, al posto della vecchia sagrestia, in corrispondenza di quella del S.S. Corporale e fu ostruita nel1350 nel periodo in cui era capomastro Andrea Pisano. La decorazione pittorica della cappella di San Brizio, inizialmente affidata al Beato Angelico copre un arco di tempo compreso tra il 1447 e il 1503/4; quest'artista eseguì i disegni di quattro spicchi delle volte e, insieme agli aiuti (Benozzo Gozzoli e Pietro di Nicola Baroni) ne dipinse solamente due decorando anche i costoloni con motivi floreali e vegetali e le fasce laterali con ritratti all'interno di medaglioni. I lavori subirono un'interruzione di circa 50 anni, poiché l'Angelico fu richiamato in Vaticano. Dopo lunghe trattative con vari artisti, tra cui il Perugino, nella primavera 1499 i Soprastanti stipularono un contratto con Luca Signorelli. Egli la decorò a partire dal 1499 in parte riprendendo i disegni di quelli che lo avevano preceduto, in parte procedendo in maniera autonoma. Gli affreschi delle varie pareti e delle volte hanno come tema centrale quello del Giudizio Universale. Intorno a questo ruotano tutti gli episodi e i personaggi legati alla rappresentazione. Il ciclo parietale comprende Storie dell'Anticristo, Il Finimondo, La Resurrezione della carne, L'Inferno, L'Antinferno, La Chiamata degli Eletti, Il Paradiso.
Il patrimonio artistico e culturale
Orvieto dispone di un patrimonio artistico e culturale tra i più ricchi dell'Umbria.
Tra gli edifici religiosi più antichi: la chiesa di San Giovenale, costruita nel 1004 e ampliata nel XIV secolo, presenta affreschi di scuola orvietana, la chiesa di San Giovanni, costruita nel 916 sopra il teatro di Costantino con facciata del ‘500, la chiesa di Sant'Andrea, originariamente del VI secolo, ricostruita nell'XI secolo e completata nel Trecento, la chiesa di San Lorenzo de' Arari, la chiesa di San Francesco (XIII secolo) e la chiesa di San Domenico (XIII secolo), che conserva il monumento funebre al Cardinal de Braye di Arnolfo di Cambio
Tra gli edifici pubblici più rappresentativi: palazzo Comunale (1216-1219), palazzo del Popolo (XIII secolo), costruzione romanico-gotica, palazzo dei Sette (1292), torre del Moro (XIII secolo) e torre di Maurizio (1348), palazzo Faina, sede del museo intitolato alla famiglia e del museo Civico, palazzo Soliano (XIII secolo), sede del museo d'Arte Moderna Emilio Greco, e il teatro Comunale Luigi Mancinelli (1844).
Singolare la visita al pozzo di San Patrizio, capolavoro di ingegneria (1527-1537) di Antonio da Sangallo il Giovane per rifornire di acqua la città. Profondo 62 metri, è formato da due scale elicoidali indipendenti che permettevano di scendere al fondo per prendere l'acqua senza incontrasi con chi risaliva. Oggi è sede museale. Oltre al pozzo, Papa Clemente VII fece realizzare su una preesistenza etrusca il pozzo della Cava, inglobato in un complesso di nove grotte ricche di ritrovamenti etruschi medievali e rinascimentali.
Sotto la città si nasconde la suggestiva Orvieto sotterranea, dove un incredibile numero di cavità artificiali danno vita ad un intricato labirinto di cunicoli, gallerie, cisterne, pozzi, cave e cantine.
Appena fuori dalle mura la necropoli etrusca del Crocifisso del Tufo (IV-V secolo a.C.) con tombe a camera costruite con blocchi di tufo e identificate con il nome del capostipite inciso sull'architrave. La necropoli è raggiungibile anche a piedi dal centro storico, lungo un suggestivo percorso nel parco archeologico della rupe.
Orvieto è la capitale delle Città Slow. La città ed il territorio sono caratterizzati da una viva tradizione enogastronomica: il prestigioso vino di Orvieto può essere degustato lungo la strada dei Vini Etrusco-Romana, che comprende tutta la provincia di Terni: i centri di riferimento sono l'Enoteca Regionale ed il Palazzo del Gusto
DA VEDERE
Duomo
Museo Archeologico Nazionale
Orvieto sotterranea
Eventi e Manifestazioni
Premio giornalistico "Luigi Barzini" all'inviato speciale (fine aprile)
Concerto di Pasqua in Cattedrale
Festa della Palombella (festa della Pentecoste)
Festa del Corpus Domini - Corteo storico (giugno)
Palio dell'Oca (giugno)
Orvieto con gusto (ottobre)
Umbria Jazz Winter (dicembre)
Prodotti Tipici
Vini: Orvieto è all'interno della strada dei Vini Etrusco Romana.
Olio extravergine di oliva DOP
Per maggiori informazioni www.comune.orvieto.tr.it