Situato nell'ex convento San Giovanni "Il Palazzo del Gusto" è un'istituzione  per la valorizzazione e la promozione dell'enogastronomia e dei prodotti tipici dell'agroalimentare

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Fabro

Il Moderno , l'Antico, il Tartufo

Il territorio comunale si caratterizza per la presenza di due centri storici: Fabro e Carnaiola. Percorrendo l'autostrada A1 nel tratto Roma-Firenze, possiamo notare il primo ergersi sull'altura di sinistra il secondo occupare il colle a destra.
L'abitato è dominato dal castello sorto presumibilmente intorno all'XI sec. e caratterizzato da una struttura possente, con un torrione circolare rivolto verso nord, cinto di mura e di camminamenti da cui poter ammirare lo splendido panorama della sottostante vallata del Chiani.
Ai piedi del castello si snodano viuzze ed antichi edifici che testimoniano con chiarezza l'architettura tipica dell'epoca.

CARNAIOLA

Il piccolo borgo di Carnaiola, sorto anch'esso intorno all'anno mille, sulle rovine dell'antica fortificazione romana, venne edificato a guardia del ponte del "Muro grosso", importante opera idraulica a guado del fiume Chiani, oggetto di studi anche di Leonardo da Vinci.

Il Tartufo bianco

Fabro ormai noto per la qualità del suo tartufo, il Tuber Magnum Pico meglio conosciuto come tartufo bianco. Da anni, in occasione della "Mostra Mercato Nazionale del Tartufo" che si svolge il secondo fine settimana di Novembre, dà appuntamento a migliaia di visitatori per far apprezzare il gusto di questo famoso tubero.

LE TRADIZIONI
Cantamaggio fabrese
Sagra de la torta sotto ‘l foco co' le salcicce e le rape
Pan col mosto

FESTE RELIGIOSE
Festa di San Martino
Festa della Beata Vanna di Carnaiola
Sacro Cuore di Gesù

LA BANDA MUSICALE
Una prima banda musicale venne fondata  nel 1850. Attorno al 1970 la passione del presidente della pro-loco Norberto Maurizi e del maestro Dino Dini portò alla costituzione di un nuovo gruppo: la banda "Anni verdi". Il complesso riscosse grandi consensi a Liegi, in Belgio, in occasione di un'importante riunione internazionale di bande musciali. Negli anni 90, il coinvolgimento di molti giovani ha consentito di proseguire una tradizione che è ormai parte integrante della cultura di Fabro