Il Palazzo del Gusto
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La sede
Proprietà della Provincia di Terni che ha provveduto a restaurarlo, il San Giovanni, prima convento, poi caserma, oggi complesso multifunzionale, ha origini che affondano nella storia medievale della città di Orvieto. Le prime notizie certe risalgono al 1216 quando Papa Innocenzo III consacra l'attigua omonima chiesa. La sistemazione duecentesca del Complesso, inserito nel sistema urbano dei conventi, rimase inalterata fino agli ultimi anni del XV secolo.
All'inizio del '500, in una situazione definita "vetusta ed antiquissima", grazie ad una donazione del vescovo Giorgio della Rovere ed all'interessamento dell'allora vescovo di Sutri, umanista e cultore delle arti il cui stemma è scolpito sul capitello di una delle colonne del Chiostro, si diede avvio alla ristrutturazione della chiesa e del convento, che resta l'esempio più compiuto dell'architettura tardo-rinascimentale orvietana.
Il Chiostro è strutturato su un impianto quadrato con cinque arcate per lato con i particolarissimi capitelli ionici insolitamente realizzati con le volute che guardano il vano delle rispettive arcate; il pozzo centrale, attribuito al Sangallo attinge ad una originale cisterna toroidale costruita sotto la superficie del chiostro stesso. Oggi la zona del piano terra ospita mostre d'arte ed esposizioni e dispone di una sala convegni per 80/100 partecipanti, dotata di impianto di amplificazione e, separatamente, di attrezzature multimediali.